{"id":14790,"date":"2026-05-01T21:29:30","date_gmt":"2026-05-01T19:29:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unionedirittiumani.it\/?p=14790"},"modified":"2026-05-01T21:35:37","modified_gmt":"2026-05-01T19:35:37","slug":"rule-of-law-il-parlamento-europeo-valuta-il-rapporto-annuale-della-commissione-europea-sullo-stato-di-diritto-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unionedirittiumani.it\/en\/newsletter\/rule-of-law-il-parlamento-europeo-valuta-il-rapporto-annuale-della-commissione-europea-sullo-stato-di-diritto-2025\/","title":{"rendered":"Rule of law: il Parlamento europeo valuta il Rapporto annuale della Commissione europea sullo Stato di diritto (2025)"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>di Pietro Parente e Paola Regina<\/em><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Unione Forense per la Tutela dei Diritti Umani, iscritta presso il Registro della trasparenza dell\u2019Unione Europea \u00e8 impegnata a monitorare le innovazioni, a livello legislativo ed istituzionale, che incidano sulla tutela dei diritti fondamentali, oltre che sulla tutela dei valori di democrazia e stato di diritto su cui si fonda l\u2019Unione Europea (art. 2TUE). A tal fine, risulta di rilievo segnalare le osservazioni formulate dal Parlamento Europeo a seguito della pubblicazione della <strong><em>Relazione annuale sullo \u201cStato di diritto\u201d della Commissione Europea<\/em><\/strong> dell\u20198 luglio 2025, elaborata d\u2019intesa con gli Stati membri e trasmessa ai co-legislatori Parlamento Europeo ed al Consiglio (cfr. <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/HTML\/?uri=CELEX:52025DC0900\">https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/HTML\/?uri=CELEX:52025DC0900<\/a>).<\/p>\n<p>In Parlamento, il relatore, l\u2019eurodeputato Konstantinos Arvanitis (Gruppo \u201cThe Left\u201d), aveva presentato il 17 novembre 2025, alla Commissione Libert\u00e0 Civili\u201d (LIBE) del Parlamento Europeo, un primo commento del testo della Commissione. Ne sono seguiti diversi dibattiti e numerosi emendamenti. Il testo del progetto di Risoluzione parlamentare, sottoposto alla Assemblea Plenaria del Parlamento Europeo, \u00e8 infine stato adottato dalla commissione LIBE il 14 aprile 2026 con 50 voti a favore, 20 contrari e 2 astenuti. Il testo della Risoluzione parlamentare \u00e8 stato votato dalla Assemblea Plenaria del Parlamento Europeo il 29 aprile (cfr.: <a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/doceo\/document\/TA-10-2026-0147_IT.docx\">https:\/\/www.europarl.europa.eu\/doceo\/document\/TA-10-2026-0147_IT.docx<\/a>) con una maggioranza simile (624 votanti, 387 Voti a favore 191 voti contrari e 46 astensioni). Il testo composto da 197 paragrafi, \u00e8 il frutto di diversi compromessi.<\/p>\n<p>La Risoluzione parlamentare mette in luce diverse problematiche riguardanti sia la Relazione annuale della Commissione Europea, sia l\u2019effettivo \u201cstato di salute\u201d dello \u201cStato di diritto\u201d nei Paesi membri dell\u2019Unione Europea. Si tratta evidentemente di un testo giuridicamente non vincolante, ma politicamente significativo sia per la Commissione che per gli Stati membri.<\/p>\n<p>Nel merito, la proposta affronta temi essenziali quali l\u2019organizzazione dei sistemi giudiziari, le misure anticorruzione, la protezione dei giornalisti, il pluralismo e la libert\u00e0 dei media, lo spazio della societ\u00e0 civile, il bilancio dell\u2019UE, la dimensione del mercato unico, il processo di allargamento e l\u2019azione esterna dell\u2019UE.<\/p>\n<p><u>Particolarmente rilevanti sono le sezioni dedicate ai diritti fondamentali, l\u2019uguaglianza e la non-discriminazione, al miglioramento del processo di comunicazione della Commissione e alle raccomandazioni orizzontali<\/u>. Tutti temi sotto osservazione da parte dell\u2019Unione Forense per la Tutela dei Diritti Umani.<\/p>\n<p><strong>La trasparenza legislativa ed il ruolo della societ\u00e0 civile<\/strong><\/p>\n<p>In primo luogo, per quanto riguarda, il diritto fondamentale dei cittadini alla trasparenza nell\u2019osservazione dei lavori delle Istituzioni, il testo affronta il tema del miglioramento della comunicazione con la societ\u00e0 civile da parte della Commissione Europea (Paragrafi 149-167 della proposta parlamentare).<\/p>\n<p>Nella Risoluzione, dapprima si invita la Commissione a garantire una maggiore trasparenza quanto ai criteri utilizzati per selezionare le informazioni provenienti dalla societ\u00e0 civile, dagli organismi internazionali, dalle autorit\u00e0 nazionali e da altri parti interessate durante il processo di comunicazione (cfr. par. 151). Viene inoltre proposto un rafforzamento degli strumenti, volti a tutelare la trasparenza, garantendo un riscontro adeguato ai contributi forniti dagli attori della societ\u00e0 civile (cfr. par. 151). Infatti, la Commissione Europea \u00e8 chiamata a dare un rilevante seguito all\u2019esercizio di monitoraggio svolto dal Gruppo di lavoro della Commissione LIBE sul controllo dei diritti fondamentali \u201cDRFMG\u201d (cfr. par.154).<\/p>\n<p><strong>Il meccanismo delle Raccomandazioni agli Stati membri<\/strong><\/p>\n<p>Per quel che riguarda le Raccomandazioni agli stati membri, analizzando i dati, si osserva che il 93% delle Raccomandazioni della Commissione erano gi\u00e0 presenti nelle Relazioni degli anni precedenti e che solamente il 6% delle Raccomandazioni \u00e8 stato pienamente attuato e implementato dagli Stati entro il 2025 (cfr. par. 161 della Risoluzione parlamentare).<\/p>\n<p>La Risoluzione parlamentare invita quindi la Commissione Europea a rafforzare il meccanismo di controllo e follow-up delle raccomandazioni non attuate, introducendo parametri di riferimento misurabili ed utilizzando procedure di infrazione e condizionalit\u00e0 di bilancio (cfr. par. 161). Viene inoltre chiesto alla Commissione Europea di ricorrere, in casi di infrazione, a procedure accelerate e ad istanze di misure provvisorie innanzi alla Corte di Giustizia dell\u2019Unione Europea, nonch\u00e9 alla promozione di ulteriori azioni giudiziarie, aventi ad oggetto la mancata esecuzione delle sentenze della Corte (cfr. par. 161).<\/p>\n<p><strong>Il capitolo dedicato all\u2019Italia<\/strong><\/p>\n<p>Al fine di comprendere in modo pi\u00f9 approfondito i punti della Risoluzione riguardanti le raccomandazioni agli stati membri, appare opportuno analizzare il capitolo dedicato all\u2019Italia nella Relazione sullo stato di diritto della Commissione Europea per il 2025 (cfr.: <a href=\"https:\/\/commission.europa.eu\/document\/download\/9ccf6a60-8e2f-4193-868b-30a24c9e37e0_it?filename=16_2_63949_coun_chap_italy_it.pd\">https:\/\/commission.europa.eu\/document\/download\/9ccf6a60-8e2f-4193-868b-30a24c9e37e0_it?filename=16_2_63949_coun_chap_italy_it.pd<\/a>).<\/p>\n<p>La Relazione della Commissione aveva dapprima evidenziato un miglioramento, a seguito delle raccomandazioni dell\u2019anno precedente. Tale miglioramento, riguarda principalmente la digitalizzazione dei procedimenti giudiziari penali. <strong>\u00a0<\/strong>Tuttavia, sebbene siano stati compiuti ulteriori passi verso la piena digitalizzazione degli organi giurisdizionali penali e delle procure, la sua effettiva realizzazione continua a essere ritardata da difficolt\u00e0 tecniche.<\/p>\n<p>Si registra, inoltre, un modesto avanzamento nel garantire regole e meccanismi per provvedere al finanziamento dei media di servizio pubblico con l\u2019obiettivo di assicurare la loro indipendenza. Tuttavia, pur essendo protetti da norme e iniziative specifiche, i giornalisti continuano a incontrare ostacoli nell&#8217;esercizio della loro professione. Non \u00e8 avanzata\u00a0la riforma della legge sulla diffamazione,\u00a0che per alcuni aspetti desta preoccupazioni tra i giornalisti e i portatori di interessi nel settore dei media.<\/p>\n<p>La Commissione Europea evidenziava, dunque, una serie di problematiche, come il mancato sviluppo del processo legislativo sulla riforma sulla diffamazione, la protezione del segreto professionale e le fonti giornalistiche evitando, al contempo, eventuali danni alla libert\u00e0 di stampa.<\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 importante sottolineare che non vi \u00e8 stato alcun avanzamento da parte dell\u2019Italia nel rispettare gli impegni volti alla creazione di una Istituzione Nazionale per la promozione e e protezione dei Diritti Umani, in conformit\u00e0 dei principi di Parigi (ONU).<\/p>\n<p>Inoltre, si rileva una mancata attenzione nell\u2019affrontare e gestire con efficacia e rapidit\u00e0 donazioni, tramite fondazioni e associazioni politiche e si segnala, altres\u00ec, la mancata introduzione di un unico registro elettronico per le informazioni sul finanziamento dei partiti e le campagne elettorali.<\/p>\n<p>In conclusione, si evincono diverse difficolt\u00e0, che l\u2019Italia ha incontrato, insieme ad altri Stati membri nell\u2019adottare le raccomandazioni fatte dalla Commissione Europea. A causa di tali evidenti problematiche di attuazione delle raccomandazioni, la Risoluzione del Parlamento Europeo invita la Commissione <u>al rafforzamento nell\u2019utilizzo di procedure di infrazione e condizionalit\u00e0 di bilancio quando le raccomandazioni ai singoli stati membri non sono rispettate (cfr. par. 161).<\/u><\/p>\n<p><strong>L\u2019efficacia della Relazione annuale sullo Stato di diritto della Commissione Europea<\/strong><\/p>\n<p>La Risoluzione parlamentare evidenzia come la pubblicazione della Relazione annuale sullo Stato di diritto non sia stata sufficiente a rafforzare i valori sanciti dall\u2019Articolo 2 TUE, sottolineando come essa debba portare ad azioni concrete (cfr.: par. 164). Ove opportuno, l\u2019uso degli strumenti di esecuzione disponibili dovrebbe essere un\u2019opzione per garantire il rispetto, da parte degli Stati membri, delle raccomandazioni contenute nella Relazione annuale sullo stato di diritto (cfr.: par. 164).<\/p>\n<p>Nonostante il Parlamento Europeo accolga con favore gli sforzi della Commissione Europea nel riformare la propria metodologia di elaborazione e redazione della relazione annuale sullo \u201cStato di diritto\u201d, chiede che nelle future edizioni vengano definiti e pubblicati parametri di riferimento e indicatori chiari e operativi per ciascuno dei 4 \u201cPillars\u201d (Pilastri), con successiva verifica dell\u2019esecuzione concreta, coerente e trasparente in tutti i Paesi membri (cfr. par. 149).<\/p>\n<p>La Risoluzione parlamentare rimarca, inoltre, una questione essenziale per il Parlamento ovvero la propria influenza. Viene sottolineato, infatti, come le Risoluzioni del Parlamento non siano state prese pienamente in considerazione n\u00e9 dal Consiglio n\u00e9 dalla Commissione stessa (cfr. par. 150). La Risoluzione, quindi, invita la Commissione, Europea a ricercare una pi\u00f9 stretta collaborazione con il Parlamento e ad effettuare una consultazione preventiva con il Parlamento, nel processo di elaborazione della Relazione annuale sullo stato di diritto (cfr. par. 153).<\/p>\n<p><strong>La tutela dei diritti fondamentali nella Risoluzione parlamentare<\/strong><\/p>\n<p>Ai fini dello specifico lavoro di osservatori in materia di diritti umani, \u00e8 importante sottolineare che nella sezione dedicata ai diritti fondamentali, si trovano una serie di passaggi essenziali che orienteranno la politica europea per i prossimi anni. Dapprima, la Risoluzione parlamentare sottolinea che la tutela e promozione dei diritti fondamentali costituiscono un pilastro imprescindibile dello \u201cstato di diritto\u201d, in conformit\u00e0 dell\u2019Articolo 2 TUE (cfr.: par. 93 della Risoluzione). Infatti, una violazione dello \u201cStato di diritto\u201d minerebbe direttamente le fondamenta della costruzione europea, basata sul rispetto dei diritti umani, come ben enunciato nel Preambolo della Carta diritti fondamentali dei diritti fondamentali dell\u2019Unione Europea. Di conseguenza, qualsiasi possibile limitazione dovr\u00e0 rispettare l\u2019Articolo 52(1) della Carta dei diritti fondamentali dell\u2019Unione Europea (cfr. par. 94 della Risoluzione).<\/p>\n<p>Gli Stati membri devono dunque garantire l\u2019uguaglianza dinanzi alla legge e il diritto di non-discriminazione anche nei procedimenti giudiziari. A tal fine, la Risoluzione parlamentare invita la Commissione ad agire concretamente nei casi di inadempimento considerando come misure sulla libera circolazione, sui diritti di soggiorno o ricongiungimento familiare, devono rispettare la Carta e l\u2019articolo 21 della stessa (Principio di non-discriminazione) (cfr. par. 95). La\u00a0 Risoluzione parlamentare ribadisce poi l\u2019obbligo degli Stati membri di rispettare il diritto dell\u2019UE e il diritto Internazionale nel campo della migrazione e dell\u2019asilo, invitando la Commissione e gli Stati membri a garantire che le politiche in questo ambito (compreso il Patto sulla Migrazione e l\u2019Asilo) siano attuate nel pieno rispetto della Carta dei diritti fondamentali dell\u2019Unione Europea, del principio di non-refoulement (non-respingimento), del principio di solidariet\u00e0 e di condivisione delle responsabilit\u00e0 (cfr. par. 112).<\/p>\n<p>La Risoluzione parlamentare esorta poi la Commissione ad inserire la violenza di genere nell\u2019elenco dei reati riconosciuti dall\u2019UE e ad iniziare una procedura legislativa dell\u2019UE sulla lotta allo stupro cos\u00ec come definito dalla mancanza di consenso (cfr.: par. 116).\u00a0 Infine, si chiede che l\u2019accesso all\u2019aborto sicuro e legale sia inserito come diritto fondamentale nella Carta dei diritti fondamentali dell\u2019Unione Europea (cfr.: par. 117), poich\u00e9 la salute e i diritti sessuali e riproduttivi sono parte integrante della parit\u00e0 e della lotta contro la violenza di genere (cfr.: par. 117 della Risoluzione).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le raccomandazioni orizzontali<\/strong><\/p>\n<p>Avuto riguardo, invece, alle Raccomandazioni Orizzontali, la Risoluzione parlamentare, nei paragrafi 168-190, offre diverse ed importanti osservazioni sul tema. Essa invita, infatti, la Commissione ad estendere l\u2019ambito di applicazione della Relazione annuale, includendo tutti gli aspetti inerenti all\u2019articolo 2 TUE (cfr.: par. 172), ivi compresi tutti i diritti fondamentali, la parit\u00e0 di genere, la protezione delle minoranze e dei gruppi vulnerabili e il rispetto del diritto internazionale. La Risoluzione parlamentare poi sottolinea come il Consiglio debba rendere il dialogo sullo \u201cStato di diritto\u201d pi\u00f9 trasparente, interattivo ed orientato a risultati concreti, utilizzando, ad esempio, conclusioni dettagliate e provvedendo ad un successivo feedback sulle conclusioni della Commissione e del Parlamento (cfr. par. 183).<\/p>\n<p><strong>Le critiche alla Commissione Europea ed al Consiglio dell\u2019Unione Europea<\/strong><\/p>\n<p>La Risoluzione parlamentare, inoltre, contesta il fatto che la Commissione ed il Consiglio abbiano finora respinto l\u2019offerta del Parlamento di concludere un accordo interistituzionale su democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali (cfr.: par. 168) e propone che, fino a quando non sar\u00e0 istituito un meccanismo autonomo dell\u2019UE in materia (tramite un accordo interistituzionale), le istituzioni dell\u2019Unione Europea debbano sviluppare ulteriori meccanismi di cooperazione, introducendo un ciclo annuale sullo \u201cStato di diritto\u201d, strutturato in diverse fasi, che possa rafforzare la continuit\u00e0, il coordinamento e l\u2019impatto tra le istituzioni. Il Parlamento si augura anche che esso possa essere esteso a tutti i valori sanciti dall\u2019Articolo 2 TUE (cfr. par. 169 della Risoluzione).<\/p>\n<p>La Risoluzione, inoltre, invita la Commissione Europea ad includere, nelle sue future Relazioni sullo \u201cStato di diritto,\u201d dei \u201cPillars\u201d (dei Pilastri), dedicati specificamente e rispettivamente alla societ\u00e0 civile ed alla lotta contro tutte le forme di odio e discriminazione (cfr. par. 173).<\/p>\n<p>Nel paragrafo 183 della Risoluzione vi \u00e8 infine un\u2019aspra critica al Consiglio dell\u2019Unione Europea, contestato a causa della sua incapacit\u00e0 di compiere passi in avanti significativi nell\u2019ambito della procedura in corso ex l\u2019Articolo 7(1) TUE in corso nei confronti dell\u2019Ungheria.<\/p>\n<p>Un\u2019aggiunta significativa all\u2019originale progetto di Relazione dell\u2019Eurodeputato Arvanitis arriva con l\u2019introduzione di una sezione della proposta dedicata interamente al \u201c<em>Ciclo annuale sullo Stato di diritto\u201d <\/em>(para. 191-197), volta ad una radicale riforma, da attuarsi mediante una serie di rilevanti proposte di cambiamento. Tali proposte riguardano sia la relazione della Commissione Europea (dalla metodologia usata, alla data di pubblicazione, al linguaggio usato), sia al ruolo del Parlamento (garantire l\u2019adozione di una risoluzione annuale seguita da un follow-up della Commissione su come la Risoluzione sia stata presa in considerazione).<\/p>\n<p>Nel paragrafo 196, inoltre, il Parlamento chiede che il Consiglio tenga conto delle conclusioni e delle raccomandazioni contenute nella Relazione della Commissione sullo Stato di diritto, nonch\u00e9 delle conclusioni contenute nella Risoluzione del Parlamento.<\/p>\n<p>In conclusione, emerge qualche dubbio in tema d\u2019impatto e di influenza di tale Risoluzione del Parlamento, poich\u00e9 nonostante la Risoluzione rimanga uno strumento fondamentale di \u201cSoft Law\u201d, non \u00e8 vincolante per gli Stati membri o per la Commissione stessa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Pietro Parente e Paola 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