{"id":9032,"date":"2021-12-22T16:04:57","date_gmt":"2021-12-22T15:04:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unionedirittiumani.it\/?p=9032"},"modified":"2023-05-04T14:49:54","modified_gmt":"2023-05-04T12:49:54","slug":"giurisdizione-universale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unionedirittiumani.it\/en\/newsletter\/giurisdizione-universale\/","title":{"rendered":"Giurisdizione universale: le recenti sentenze della Corte d\u2019assise di Milano"},"content":{"rendered":"\r\n<p>di Paola Regina<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Si \u00e8 tenuto a Milano un convegno sulle storiche sentenze della Corte d\u2019Assise di Milano, aventi ad oggetto la condanna di un giovane carceriere e torturatore libico, per crimini commessi in Libia in danno di cittadini stranieri. L\u2019incontro, organizzato, nell\u2019ambito della Commissione diritti umani del COA Milano, dall\u2019avvocata Paola Regina, referente per la Lombardia dell\u2019UFTDU e dall\u2019avvocata Ileana Alesso, componente della sezione lombarda dell\u2019UFTDU, ha visto la partecipazione del Presidente del Consiglio dell\u2019ordine degli avvocati di Milano, Vinicio Nardo, del Presidente della Commissione diritti umani, Massimo Audisio e dell\u2019avvocata Simona Giannetti, componente anch\u2019essa della sezione lombarda dell\u2019UFTDU.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Le sentenze della Corte d\u2019Assise di Milano n.10\/2017 e la numero 31\/2020 in grado di Appello sono state analizzate e discusse dai protagonisti della vicenda giudiziaria: la Dott.ssa Giovanna Ichino, Presidente nel 2017 della Corte \u2018Assise che ha celebrato il processo a carico di <em>Mattamud<\/em> riguardante le violenze in due campi di detenzione libici, \u00a0l\u2019Avv. Piergiorgio Weiss, parte civile per conto di ASGI nel processo della Corte d\u2019Assise a carico di <em>Mattamud<\/em> che ha esaminato i profili pi\u00f9 strettamente tecnico-processuali di tale vicenda, analizzando in parallelo anche la nota recente vicenda giudiziaria relativa alla nave <em>\u201cAsso 28\u201d<\/em>, e \u00a0la Dott.ssa Margherita Iarrapino, tirocinante e assistente della Corte d\u2019Assise d\u2019Appello di Milano nel corso dei procedimenti giudiziari esaminati che ha trattato anche un\u2019ulteriore pronuncia di rilievo della Corte d\u2019Assise di Milano, la n.31\/2020 (depositata il 21 gennaio 2021) relativa all\u2019omicidio di un italiano nell\u2019Ucraina orientale, dove si stava svolgendo la guerra del Donbass.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>In seguito, il Dott. Massimo Frigo, rappresentante <em>dell&#8217;International Commission of Jurists<\/em> presso le Nazioni Unite, ha ricostruito il quadro storico, partendo dalle norme di diritto internazionale consuetudinario che prevedono la giurisdizione universale, sino al recepimento in numerose Convenzioni internazionali, con uno sguardo analitico alla casistica internazionale pi\u00f9 di rilievo. Le conclusioni del Dott. Gherardo Colombo hanno posto l\u2019accento sul quadro costituzionale di riferimento e sulla necessit\u00e0 d\u2019intervento nel Mediterraneo centrale, anche alla luce della recente esperienza della nave RES-Q, supportata e coordinata da un rilevante parte della magistratura a riposo, proveniente dai Tribunali di Milano e di Torino.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><strong>LA SENTENZA DELLA CORTE D\u2019ASSISE DI MILANO N. 10\/2017 (confermata in appello dalla sentenza n. 31\/2020 e in cassazione dalla sentenza n. 480\/2020 depositata il 4 marzo 2021).<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>L\u2019imputato, giovane ventiquattrenne somalo, <em>Osmann Matammud<\/em>, era stato riconosciuto a Milano presso un Centro di accoglienza da alcune persone offese, che avevano deciso, spontaneamente, di denunciarlo alle autorit\u00e0 italiane. I reati commessi, in danno di centinaia di vittime, erano: sequestro di persona commesso a scopo di estorsione, aggravato dalla morte di alcuni sequestrati, violenze sessuali e differenti forme di torture, quali scariche elettriche, ustioni, frustate, colpi di bastone o spranghe di ferro o disidratazione sotto il sole. In particolare, nell\u2019ambito di un\u2019organizzazione criminale, di carattere transazionale, tra il 2015 e il 2016, l\u2019imputato aveva concorso al sequestro di cittadini somali in due campi di raccolta e transito, siti in Libia nei pressi della citt\u00e0 <em>Bani Walid e<\/em> della citt\u00e0 di <em>Sabrata.<\/em>\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La condanna \u00e8 ormai definitiva, poich\u00e9 confermata dalla Corte d\u2019Assise d\u2019Appello di Milano, con sentenza n. 9\/2019 e dalla Cassazione, con sentenza n.480\/2020. L\u2019imputato \u00e8 stato dunque condannato all\u2019ergastolo in via definitiva. L\u2019analisi giuridica di tali sentenze porta ad evidenziare che sono state rese nei confronti di un imputato straniero, per fatti commessi in territorio extraeuropeo contro vittime di nazionalit\u00e0 extraeuropea.\u00a0 Le sentenze sono state dunque rese in ossequio al principio che riconosce la giurisdizione universale. Il tema della giurisdizione universale assume, dunque, grande rilievo con riferimento al caso di specie. In particolare, i giudici della Corte d\u2019Assise di Milano hanno potuto rendere tale giudizio, dando applicazione all\u2019articolo 10 del codice penale, secondo cui: &#8220;<em>lo straniero, che, fuori dei casi indicati negli articoli 7 e 8, commette in territorio estero, a danno dello Stato o di un cittadino, un delitto per il quale la legge italiana stabilisce l\u2019ergastolo, o la reclusione non inferiore nel minimo a un anno, \u00e8 punito secondo la legge medesima, sempre che si trovi nel territorio dello Stato, e vi sia richiesta del Ministro della giustizia, ovvero istanza o querela della persona offesa. Se il delitto \u00e8 commesso a danno delle Comunit\u00e0 europee, di uno Stato estero o di uno straniero, il colpevole \u00e8 punito secondo la legge italiana, a richiesta del Ministro della giustizia.<\/em>&#8220;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il Ministro della Giustizia aveva presentato richiesta ex art. 10 c.p.,\u00a0perch\u00e9 si procedesse anche in relazione ai reati pluriaggravati di sequestro di persona a scopo e di estorsione, violenza sessuale e omicidio. Leggiamo, dunque, queste sentenze alla luce del principio di giurisdizione universale, sulla base del quale, in presenza di crimini di particolare gravit\u00e0, gli Stati possono affermare la propria giurisdizione penale, a prescindere dal luogo di commissione del crimine e della nazionalit\u00e0. L\u2019identificazione dei crimini internazionali, oltre che per trattato, pu\u00f2 avvenire anche tramite norme consuetudinarie, come tradizionalmente \u00e8 avvenuto per la pirateria, ora disciplinata dall\u2019art. 101 della Convenzione di <em>Montego Bay<\/em> sul diritto del mare. Infatti, storicamente, la giurisdizione universale \u00e8 stata riconosciuta sulla base di una norma di diritto internazionale consuetudinario, secondo cui ogni Stato aveva la facolt\u00e0 di arrestare e processare i pirati a prescindere dalla nazionalit\u00e0 delle vittime o dal fatto di aver subito un danno diretto, perch\u00e9 i pirati sono stati sempre considerati dal diritto internazionale \u201cnemici dell\u2019umanit\u00e0\u201d in quanto ostacolavano la libert\u00e0 dei mari. Un\u2019ulteriore norma consuetudinaria, gi\u00e0 identificata da Grozio alla fine del XVI secolo, era quella <em>aut dedere aut judicare<\/em>, che consiste, com\u2019\u00e8 noto nell\u2019obbligo per uno Stato, di sottoporre a giudizio l\u2019autore di un crimine internazionale o in alternativa, di estradarlo verso un altro Stato.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Tali norme consuetudinarie si rinvengono, a livello pattizio, in numerose convenzioni internazionali, come ad esempio, all\u2019art. 7 della Convenzione ONU contro la tortura del 1984. Da ultimo, \u00e8 necessario sottolineare che i gravi crimini commessi dall\u2019imputato, quali omicidio, sterminio, riduzione in schiavit\u00f9, deportazione, trasferimento forzato, imprigionamento, stupro, tortura o schiavit\u00f9 sessuale, rientrano nel novero dei \u201ccrimini contro l\u2019umanit\u00e0\u201d, enunciati e descritti dall\u2019art. 7 dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale, se commessi nell\u2019ambito di un sistematico ed esteso attacco contro la popolazione civile. Com\u2019\u00e8 noto, gli Stati parte dello Statuto di Roma sono 123. La giurisdizione della Corte penale internazionale non \u00e8 universale. La Corte ha giurisdizione <em>ratione temporis <\/em>per i crimini internazionali commessi a partire dal primo luglio 2002 (data di entrata in vigore dello Statuto), <em>ratione loci <\/em>se il crimine \u00e8 stato commesso nel territorio di uno Stato parte dello Statuto (in questo caso, non conta la nazionalit\u00e0 della persona accusata del crimine), <em>ratione persone<\/em>, allorquando la persona accusata del crimine ha la cittadinanza di uno Stato parte dello Statuto (in questo caso \u00e8 irrilevante il luogo di commissione del crimine). Per quel che concerne i crimini commessi sul territorio di uno Stato terzo o anche da cittadini di uno Stato terzo, la giurisdizione \u00e8 condizionata all\u2019accettazione dello Stato terzo con dichiarazioni <em>ad hoc.<\/em> Il consenso dello Stato di cittadinanza della persona accusata del crimine non \u00e8 necessario quando il caso \u00e8 sottoposto alla Corte direttamente dal Consiglio di sicurezza ONU. L\u2019esercizio della giurisdizione da parte della CPI viene ulteriormente regolato dalle disposizioni di cui all\u2019art. 13 dello Statuto. Il procedimento pu\u00f2 iniziare con una segnalazione (<em>referral)<\/em> di uno Stato parte o del Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu o attraverso iniziativa autonoma del Procuratore (l\u2019organo di accusa), sottoposta per\u00f2 all\u2019autorizzazione di una Camera preliminare della CPI formata da tre giudici.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Infine, \u00e8 necessario sottolineare che l\u2019esercizio della giurisdizione personale della CPI \u00e8 condizionato al mancato esercizio della giurisdizione nazionale, allorquando uno o pi\u00f9 Stati possono affermare la loro giurisdizione su un crimine specifico in virtu\u2019 della competenza territoriale, della nazionalit\u00e0 (attiva o passiva) o anche dell\u2019universalit\u00e0.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Lo straordinario meccanismo che regola la Corte Penale Internazionale, autonomamente basata su un trattato internazionale (lo Statuto di Roma), incontra per\u00f2 i limiti procedurali intrisici al diritto convenzionale. L\u2019esercizio della giurisdizione universale da parte delle Corti di ciascuno Stato resta, dunque, uno strumento fondamentale per la lotta al crimine internazionale, per la lotta all\u2019impunit\u00e0 e soprattutto, per poter assicurare la tutela delle vittime.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>In presenza di crimini cos\u00ec gravi contro l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 necessario il totale superamento di ogni formalismo giuridico e processuale, al fine di porre al centro del processo la tutela delle vittime.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>A tal proposito, si ricorda il monito lasciato da <em>Hannah Arentd<\/em>, a seguito degli orrori che hanno colpito l\u2019Europa durante la seconda guerra mondiale. La filosofa tedesca, nel suo breve saggio \u201c<em>Reflections on civil disobedience\u201d<\/em>, ci porta a riflettere sulla natura degli obblighi di legge, ricordandoci che \u201c<em>l\u2019oggetto dell\u2019obbligo, nel campo delle cose umane, \u00e8 sempre l\u2019umano in quanto tale\u201d.<\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paola Regina<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9021,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[252],"tags":[],"class_list":["post-9032","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - 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