di Maria Paola Costantini

Con 440 voti a favore, 49 contrari e 84 astensioni, gli eurodeputati hanno approvato una revisione del quadro giuridico applicabile alle vittime di reato già previste nella Direttiva 2012/29/UE del 25 ottobre 2012 (c.d. Direttiva Vittime) che istituiva norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato in sostituzione della decisione quadro 2001/220/GA.

Le modifiche introdotte direttiva rappresentano un ulteriore progresso verso il rafforzamento delle tutele verso i soggetti più vulnerabili come le vittime di violenza e i minori. Nelle modifiche vengono riconosciuti i crimini motivati dall’odio legato all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alla disabilità della vittima. È opportuno ricordare che alcuni principi e norme erano riconosciuto nel cd DDL Zan non approvato nel 2021 dal Parlamento italiano.

Tra i principali miglioramenti figurano:

  • rafforzamento dei diritti delle vittime durante i procedimenti penali, anche attraverso informazioni e supporto emotivo presso i tribunali, un nuovo diritto alla privacy e alla non divulgazione dei dati personali della vittima all’autore del reato, assistenza legale per tutta la durata del processo per le vittime prive di mezzi sufficienti, e accelerazione del pagamento degli indennizzi;
  • creazione di linee di assistenza dedicate, per fornire informazioni, supporto e indirizzamento ai servizi competenti, accessibili online, tramite applicazioni e attraverso il numero europeo 116 006;
  • possibilità di denunciare i reati online, e garantire strumenti di denuncia efficaci anche per le persone con libertà limitata, come cittadini di paesi terzi ospitati in strutture per l’immigrazione o persone che vivono in contesti di assistenza istituzionale (ad esempio strutture per anziani o persone con disabilità), agevolazione delle segnalazioni effettuate da terzi tramite organizzazioni della società civile;
  • servizi di sostegno per vittime con esigenze specifiche, sulla base di una valutazione individuale svolta da professionisti qualificati, e sostegno specifico per le vittime di violenza sessuale, incluso l’accesso a contraccezione d’emergenza, trattamenti di profilassi post-esposizione, test per infezioni sessualmente trasmissibili e accesso all’aborto;
  • massimi standard di protezione e sostegno per i minori vittime di reato, attraverso un approccio adeguato all’età e a misura di bambino e, ove possibile, mediante la concentrazione di servizi diversi (visite mediche, supporto psicologico, videoregistrazione delle testimonianze, assistenza amministrativa) nello stesso luogo.

La proposta di direttiva dovrà ancora essere formalmente adottata dal Consiglio. Sarà poi pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’UE prima dell’entrata in vigore. Gli Stati membri avranno due anni per recepirla.

Secondo le stime della Commissione europea, ogni anno il 15% dei cittadini europei (75 milioni di persone) è vittima di reato.

di Pietro Parente

L’approvazione del Parlamento Europeo della cosiddetta revisione della direttiva vittime (2023/0250(COD)), proposta il 12 luglio 2023, dalla Commissione Europea (cfr. https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-9387-2026-INIT/en/pdf) segna di fatto un passaggio importante per la protezione dei diritti fondamentali e la politica dell’UE, che si impegna ora a colmare le lacune della precedente direttiva (2012/29/EU), riformando il cosiddetto “acquis” comunitario in materia e rafforzando i diritti delle vittime tramite norme più rigorose e chiare.

I relatori hanno infatti definito l’accordo tra Parlamento e Consiglio, raggiunto il 10 dicembre 2025, (cfr. https://data.consilium.europa.eu/doc/document/WK-1956-2026-INIT/en/pdf)  come un accordo storico se si tiene conto che circa 70 milioni di persone nell’UE ogni anno subiscono un reato.  Ciò che si evince dalla nuova revisione della direttiva sui diritti delle vittime è la transizione da un quadro normativo “superato” in una legislazione moderna e mirata alla protezione e sostegno delle vittime mediante un approccio efficiente e differenziato caso per caso.

La riforma risultava necessaria soprattutto alla luce di una preliminare valutazione della Commissione Europea nel 2022 sulla Direttiva del 2012 (cfr. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52022SC0179)  che aveva già evidenziato le evidenti lacune della normativa, per esempio riguardo l’accesso alle informazioni o ai servizi di supporto.

La nuova direttiva, infatti, apporta rilevanti modifiche, introducendo nuovi standard per la protezione dei diritti delle vittime partendo da una serie di cambiamenti sia nel processo di denuncia di reato sia nel processo giudiziario, andando poi a definire servizi di sostegno per vittime con esigenze specifiche.

Sostegno alle vittime nel percorso di denuncia

Nel dibattito Parlamentare della sessione Plenaria del 20 maggio 2026, sia i rappresentanti dei gruppi Parlamentari, sia i relatori stessi della Commissione LIBE, hanno evidenziato come, molto spesso, i reati non vengano denunciati da coloro che li subiscono proprio per una mancata fiducia nel sistema di protezione e sostegno delle vittime. Per questa ragione, la nuova direttiva interviene introducendo linee di assistenza dedicate, volte a fornire informazioni, supporto e ad indirizzare le vittime ai servizi competenti.

La Direttiva introduce, inoltre, la possibilità di denunciare i reati online, rendendo disponibile per le persone vittime di reato uno strumento più agile come una piattaforma digitale. La nuova normativa contiene anche la denuncia per terzi o tramite organizzazioni della società civile.

La Direttiva inoltre prevede che le autorità competenti in ciascuno stato membro, come le forze dell’ordine o le autorità giudiziarie, seguano un training formativo appropriato, volto a migliorare il loro approccio nel comprendere i bisogni delle vittime per evitare quindi la cosiddetta “seconda vittimizzazione”, ovvero quando una persona già vittima di reato si ritrova ad affrontare un trattamento non adeguato da parte del sistema giudiziario, quindi nei tribunali e nei percorsi legali, ma anche nel sistema sanitario e nel sociale.

Supporto nel procedimento giudiziario

Con la nuova Direttiva, attraverso una serie di modifiche alla normativa precedente, vengono rafforzati i diritti delle vittime durante i procedimenti penali. Infatti, non solo alla vittima sarà garantito supporto emotivo durante il processo, ma anche un accesso più trasparente e facilitato all’assistenza legale durante tutto il processo giudiziario qualora non dovesse possedere i mezzi sufficienti. La vittima, inoltre, beneficerà di una migliore protezione dei propri dati personali, con l’istituzione di un nuovo diritto alla privacy e il divieto di divulgazione dei dati della vittima all’autore del reato. Per poi garantire alla vittima l’esercizio effettivo dei propri diritti, le procedure di risarcimento saranno rafforzate e adeguatamente velocizzate.

Misure per gruppi specifici

La Direttiva, come già detto in precedenza, si impegna a valutare il sostegno necessario alle vittime in maniera mirata, stabilendo una serie di nuove norme riguardanti le vittime vulnerabili o, semplicemente, specifici gruppi di vittime.

Viene rafforzata in questo senso la tutela dei minori vittime, che riceveranno il massimo livello di assistenza e protezione per evitare le gravi conseguenze della vittimizzazione in età precoce, oltre a, in funzione delle loro esigenze, ricevere servizi di assistenza e protezione mirati ed integrati con un approccio basato sulla cooperazione fra le autorità giudiziarie e i servizi sociali.

Per le vittime con disabilità, la Direttiva si impegna a garantire un sostegno con adeguamenti procedurali in modo che le vittime possano esercitare i propri diritti su un piano di parità con gli altri, come sancito anche dall’Articolo 13 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

Una attenzione specifica viene poi dedicata alle vittime di violenza sessuale per le quali la direttiva si impegna a garantire un adeguato e mirato supporto e specifici servizi di assistenza sanitaria. Tra questi servizi, conformemente al diritto nazionale di ciascuno Stato Membro, la vittima potrà accedere ad un sostegno per la contraccezione d’emergenza, i test per le infezioni sessualmente trasmissibili e l’interruzione di gravidanza.

Le vittime di terrorismo beneficeranno inoltre di una protezione rafforzata dei loro diritti e la Direttiva, in questo senso, si impegna anche per evitare la cosiddetta glorificazione dell’autore del reato. La nuova normativa poi incoraggia gli Stati Membri a adottare le pratiche e le misure indicate nelle conclusioni del Consiglio del 4 dicembre 2023 sul miglioramento del sostegno e del riconoscimento delle vittime del terrorismo.

La Direttiva resta ora in attesa di essere formalmente approvata dal Consiglio prima della firma e della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e di essere, infine, recepita nei rispettivi ordinamenti degli Stati Membri.